VERDE URBANO IN CONDIZIONI PESSIME, SERVONO PIANO E REGOLAMENTO

“Il verde urbano da spazio pubblico a spazio collettivo. Per assicurare una buona gestione dell’ambiente urbano e uno standard di vita salubre è necessario predisporre un Piano del Verde Urbano e un Regolamento del Verde Urbano. Il Comune di Pistoia è sprovvisto di entrambi una carenza grave che si ripercuote sullo stato di manutenzione dei nostri giardini”.

Questo quanto afferma la candidata a sindaco Ginevra Lombardi, che lancia anche un appello per l’erba alta in ogni zona della città, come lungo la strada che da Candeglia porta a Iano, Baggio e Villa di Baggio. La viabilità è resa difficoltosa perché l’erba invade la carreggiata. Stesso problema nella località Mattìa, prima di Santomoro, dove i residenti sono esasperati.

“Il Regolamento è uno strumento per la progettazione, l’attuazione, la manutenzione del verde pubblico e privato, che consente di pianificare e programmare gli interventi sulle aree a verde e sulle alberature (10.000 in città) che garantiscano standard di qualità e sicurezza per il verde urbano. Da anni sperimentiamo un crescente peggioramento nelle condizioni delle aree a verde: giochi in pessime condizioni e non a norma, sporcizia, erba alta che immancabilmente nel periodo primaverile invade i nostri giardini, strade, marciapiedi, piste ciclabile; cosi nel periodo di massima fruizione i nostri giardini non sono fruibili.

Aggravando la carenza di un piano  del verde il sindaco nelle sue innumerevoli riorganizzazioni della macchina comunale, ha trasferito i giardinieri del cantiere dall’ufficio del verde pubblico a quello dei lavori pubblici, cosi chi ha la responsabilità della manutenzione e degli interventi sul verde pubblico non ha i giardinieri alle sue dipendenze che invece sono chiamati a chiudere le buche sulle strade o a intervenire sugli immobili. Questa amministrazione ha trasformato la gestione ordinaria della città in gestione delle emergenze, mostrandosi non in grado di progettare e programmare il buon governo della città attraverso una pianificazione che soddisfi i bisogni quotidiano della città.

Oltre al verde urbano, altro punto focale del programma della candidata è il vivaismo. “Il comparto vivaistico è il primo settore per valore aggiunto agricolo in Toscana. La forte concentrazione e l’alta intensità dei processi produttivi devono rappresentare elementi di riflessione per indirizzare nuovi percorsi di sviluppo che coniughino crescita economica e sostenibilità nel rispetto delle direttive europee, della legge e del piano d’azione nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari”. “Noi siamo per la promozione del settore attraverso un’azione collettiva che porti finanziamenti alle imprese per aumentarne sostenibilità e competitività attraverso un marchio socio ecologico del territorio.

Vogliamo che lo stato versi nel settore i milioni di euro di multe (500) che paga ogni anno per lo sforamento dell’anidride carbonica attraverso le misure di compensazione previste dall’accordo di Kyoto. In base a queste misure è possibile realizzare i bacini di carbonio lungo tutte le infrastrutture nazionali acquistando piante dalle nostre aziende che catturino l’anidride carbonica prodotta in eccesso rispetto ai limiti imposti. Il primo bacino dovrà essere realizzato nel parco dell’ospedale come esempio di progettazione ambientale, anche secondo le indicazioni proposte da Legambiente. Questa è un’opportunità che coniuga la protezione dell’ambiente  con la crescita del settore che vedrebbe raddoppiare il proprio fatturato, consentirebbe di stabilizzare la domanda e aumentando la competitività dei prodotti con marchio ambientale”.

“Lo sviluppo di pratiche sostenibili ed il trasferimento e l’adattamento delle pratiche biologiche di coltivazione al settore richiedono ricerca ed innovazione che deve essere garantita e sostenuta da azioni collettive e pubbliche attraverso tavoli istituzionali che consentano di tradurre all’interno degli strumenti amministrativi (piano di sviluppo regionale, piani integrati territoriali, etc) specifiche misure per il settore a partire dal Piano di Sviluppo Rurale”.